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Ampia mobilitazione a Cagliari contro l’aggressione israeliana e per il popolo palestinese

Più di duemila persone hanno preso parte ieri (10 Gennaio) al corteo contro il massacro israeliano a Gaza nelle vie del centro di Cagliari.La manifestazione, promossa dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina e dalla Comunità Palestinese in Sardegna, ha coinvolto per oltre tre ore i cagliaritani che si affollavano nelle vie dello shopping, riuscendo a promuovereanche attraverso il volantinaggio, la proposta di boicottaggio dei beni made in Israele.

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Pace

Pubblichiamo un contributo al dibattito sull’aggressione israeliana a Gaza del giovane immigrato libanese a Cagliari Hamze Jammoul.

Pace in Medio Oriente???????????

Shalom , salam , peace , con questi parole che significano pace, ha terminato l’ex presidente americano Bill Clinton il suo discorso ad Oslo durante l’incontro tra Arafat e Rabin nel 1993 .

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Israele

Il parlamento europeo ha sospeso il voto sul potenziamento delle relazioni con Israele. Di seguito le dichiarazioni di Luisa Morgantini e Vittorio Agnoletto, europarlamentari del PRC-SE.

Il Parlamento Europeo rinvia il voto sulla proposta di Commissione e Consiglio per l’avvio del protocollo di cooperazione tra Israele e UE e sui principi generali della partecipazione di Israele nei programmi comunitari, che avrebbe dovuto tenersi domani a Bruxelles.

Un voto che avrebbe rappresentato un passo importante nel processo del potenziamento dei rapporti tra UE e Israele, come richiesto anche dal ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni nel corso della sua audizione alla Commissione Esteri del PE, nel quadro del Protocollo per l’Accordo di Associazione tra Ue e Israele.

Ma il Parlamento si è espresso in modo diverso: 194 Deputati contro 173 hanno chiesto di posporre il voto ad una data ancora da definire su richiesta del gruppo GUE/NGL e dei Verdi con l’accordo di  Socialisti, parte dei Liberali e qualche popolare.

“E’ tempo che il governo israeliano non si consideri al di sopra della legalità ed inizi a rispettarla, a cominciare dal blocco degli insediamenti e dalla fine dell’assedio a Gaza.  Fino a quando questi segnali non verranno dati dal governo israeliano il Parlamento Europeo non è disposto a votare” ha dichiarato Luisa Morgantini, Vice presidente del Parlamento Europeo.

“Si tratta di un messaggio politico importante che non vuole essere un segnale contro Israele, ma vuole fare assumere la responsabilità ai dirigenti Israeliani affinché i negoziati tra palestinesi ed israeliani siano efficaci e possano davvero vedere una soluzione pacifica nella sicurezza dei due popoli.

Un segnale che rappresenta anche un monito al Consiglio dei Ministri UE ed alla Commissione Europea affinché pressioni siano fatte su Israele per  fermare i coloni e la colonizzazione dei territori occupati del ’67.

Ma questo voto è anche un segnale di speranza per i Palestinesi, affinché sappiano che il Parlamento Europeo, non è sordo alle sofferenze della popolazione di Gaza e della West Bank e che intende non solo deplorare ma fare atti concreti affinché la legalità internazionale e il rispetto dei diritti umani  vengano rispettati da tutti.

E’ anche una risposta alla richiesta del Primo Ministro Salam Fayyad, che aveva lanciato un appello all’Unione Europea per non potenziare i rapporti con Israele visto che dopo Annapolis  non vi sono stati miglioramenti, né la fine dei blocchi né il congelamento delle colonie; e anche una risposta alla società civile palestinese e alle Ong che hanno inviato lettere ai Parlamentari Europei.

Infine questo voto è un fatto positivo anche per noi europei, che dimostriamo a noi stessi e al mondo che il rispetto dei diritti umani e la ricerca della giustizia non sono solo astratte dichiarazioni di principio” ha concluso Luisa Morgantini.

Bruxelles, 3 dicembre 2008
Luisa Morgantini,

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Strage

di Germano Monti *

Per una Destra che non vuole solo governare, ma procedere ad una profonda ristrutturazione dell’assetto istituzionale del Paese, ripulire l’album di famiglia dalle immagini più imbarazzanti è una necessità. In altre parole, voler riscrivere la Costituzione repubblicana e antifascista richiede ineluttabilmente la riscrittura della propria storia politica… naturalmente, se si è o si è stati fascisti.
Lo stragismo rappresenta sicuramente la pagina più nera della storia italiana contemporanea, con il suo intreccio perverso fra manovalanza fascista, apparati – più o meno occulti – dello Stato e interferenze atlantiche. Fra tutte le stragi che hanno insanguinato l’Italia, quella alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 è stata la più feroce, ed anche l’unica in cui è stata raggiunta una verità giudiziaria, con la condanna definitiva dei fascisti Ciavardini, Fioravanti e Mambro.

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Israele

Le forze di occupazione sioniste, nonostante la tregua accordata dal governo di Gaza, hanno in questi giorni continuato le violenze contro la popolazione civile palestinese.

Tra queste ci colpisce profondamente l’aggressione contro l’Unione dei comitati delle donne della Palestina, una associazione partner di Sardegna – Palestina nei progetti di cooperazione internazionale finanziati dalla Regione Autonoma della Sardegna. La sede dell’UWCP  di Ramallah è stata devastata dall’esercito israeliano, che ha distrutto uffici, computer e quanto l’associazione utilizza per la sua attività socio-culturale.

Questo atto ignobile e terroristico, che ha colpito decine di altre associazioni in tutta la Palestina, dimostra le vere intenzioni del governo israeliano quando blatera di pace e trattative.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla donne dell’UWCP e alle altre associazioni colpite dalla barbara repressione sionista e tutto il nostro disprezzo per chi opprime il popolo palestinese anche nelle sue attività culturali.

Associazione Amicizia Sardegna Palestina

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Secondo

Sta giungendo a conclusione il viaggio della nostra delegazione in Palestina. Riceviamo e pubblichiamo il secondo report, inviatoci il 6 Giugno e dedicato principalmente alla visita alla città di Hebron.

Buona Lettura.

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Primo

Il 27 Maggio è partita da Cagliari per la Cisgiordania la delegazione annuale di Sardegna Palestina nel quadro delle relazioni politiche di solidarietà e di cooperazione che caratterizzano l’attività della nostra associazione. Incontreranno dirigenti politici della sinistra palestinese, associazioni culturali, istituzioni, società civile e sopratutto le famiglie del progetto di affidamento a distanza, una attività che ormai da anni consente una forma di cooperazione e di solidarietà dal basso che connette esperienze e crea relazioni tra Sardegna e Palestina.
A seguire il primo report inviatoci dalle tre compagne che si trovano
nei territori occupati.

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Valerio

Il Salone di Torino contestato

di Valerio Evangelisti

Questo intervento coinvolge solo chi lo firma.
Altri redattori di Carmilla, con cui non è stato discusso, hanno forse
punti di vista e opinioni divergenti.

Il 10 maggio ci sarà, a Torino, una manifestazione nazionale contro il
Salone del Libro di Torino. Credo che sia la prima volta che viene indetto
un corteo contro una fiera letteraria. Eppure, prima di chiedersi se ciò
abbia un senso, ci si dovrebbe domandare quanto di effettivamente
letterario ci sia nel Salone del Libro, e quanto invece vi sia di politico.
La scelta della Salone del Libro di Torino di celebrare la nascita dello
Stato di Israele, alla base della protesta, ha origini sospette e contenuti
ambigui.

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Comunicato

Mentire sistematicamente fa molto male ad ogni persona democratica e di libera coscienza.

In Medio Oriente si continua sistematicamente a mentire; già nel lontano 1897 a Basilea in Svizzera il Movimento Sionista mentì nell’indicare la Palestina come Patria senza popolo ad un popolo senza terra. Pochi anni dopo, la Corona britannica mentì, non avendo alcun diritto, nel promettere ai padri fondatori del movimento sionista di aiutare e sostenere la fondazione dello Stato Ebraico in Palestina (Dichiarazione di Balfor 2 novembre 1917); attenzione, tutto ciò fu ancora molto prima dell’odiosa ascesa del Movimento nazionalsocialista di Hitler al potere in Germania nel 1932 e l’inizio della persecuzione razziale nazifascista contro ebrei e non solo durante la seconda guerra mondiale (1939-1945), questa tappa storica conferma che il vero obiettivo del progetto ambizioso del movimento sionista di allora era di natura economica coloniale e non umanitaria come demagogicamente hanno sempre affermato i padri fondatori dello Stato ebraico, tanto è vero che il loro progetto economico, dal 1897 al 1930-40, non decollò bene; Theodor Hertzl ed i suoi compari ebbero serie difficoltà nel propagandare e convincere le potenze mondiali di allora, ma le difficoltà maggiori furono all’interno delle comunità ebraiche stesse europee e non solo, lo scetticismo sull’opportunità e fattibilità del progetto era molto forte, solo con la feroce persecuzione nazifascista degli ebrei il progetto decollò di nuovo.

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Ancora

Chiediamo che venga revocata la decisione di dedicare ad Israele l’edizione 2008 della Fiera del Libro di Torino

 

Invitare Israele come ospite d’onore per la celebrazione del 60° anniversario della sua fondazione  alla Fiera del Libro di Torino, che si terrà dall’8 al12 maggio prossimo, ha un connotato chiaramente politico e,  perciò, non ha niente a che vedere con la cultura e la civiltà, come fanno intendere  i sostenitori di Israele o tutti coloro che gridano allo scandalo perché, ancora una volta, si vogliono imbavagliare le idee evitando il confronto.

L’Italia, ospite d’onore alla fiera internazionale del libro del Cairo nel 2007, avrebbe dovuto ricambiare quest’anno, anche in virtù del protocollo sottoscritto tra i rappresentanti egiziani e italiani, l’intervento dell’ambasciata Israeliana a Roma e della lobby sionista in Italia, ha cancellato con un colpo di mano l’accordo con il Cairo, sostituendo l’Egitto con Israele.

Solo sulla base di ciò appare inconfutabile che si mette in discussione, e perciò si contesta, non la Fiera del Libro in sé,  né la partecipazione degli scrittori israeliani, visto che in Italia sono ampiamente sponsorizzati, ma la decisione di dedicare questa edizione della Fiera ai festeggiamenti per i 60 anni di Israele.

In buona o mala fede fiumi di parole e d’inchiostro sono corsi, la semplice verità si è persa  travolta dai soliti luoghi comuni che non rendono giustizia né agli ebrei, vittime dell’Olocausto, né alla Palestina e alla tragedia di un popolo.  Israele è responsabile della condizione disumana in cui vivono i palestinesi, ha costruito ghetti circondati da un muro che li rinchiude, ha attuato un regime di apartheid, questo ciò che l’ex presidente degli Stati Uniti d’America ha scritto nel suo libro Palestine: Peace, Not Apartheid; questo ciò che sottolineano nei loro articoli molti commentatori ma…c’è sempre un ma che suona come una giustificazione. Perché si ha paura di dire che non c’è nessuna ragione, in quel contesto, di festeggiare “i 60 anni di Israele” e ci  sono, invece, centinaia di ragioni per non farlo? Perché non riconoscere lo stesso valore alle lacrime e alla dignità violata dell’uomo?

La creazione di Israele, nel1948, fu pagata dal popolo palestinese con la Nakba (catastrofe) avvenuta in seguito alla pulizia etnica che cacciò con la forza delle armi un milione di palestinesi inermi sradicandoli dalle loro case, villaggi e città.  Dopo 60 anni per i palestinesi niente è cambiato, vivono ancora in condizioni disumane in “campi di concentramento”, chiamati con un eufemismo (sic!) “campi profughi”, poiché   Israele impedisce loro il ritorno alle case di proprietà disattendendo la Risoluzione 194 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 1949.

Ma… il mio ma, non è stata disattesa e dimenticata solo la 194 anche un’altra ricorrenza che, forse, oggi, se le fosse stata dedicata la Fiera del libro avrebbe potuto unire veramente tutti in  una discussione fatta di “cose” e non di parole roboanti o vuote “memorie”  che non approdano mai a risultati concreti: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, 10 dicembre 1948.                   

“L’Uomo” è il centro e il cuore del Libro non “un uomo”.    

 La memoria a senso unico non rischia oggi , ancora, di farci imboccare vecchie strade?

 

Fawzi Ismail

Associazione Amicizia Sardegna-Palestina

 

 

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