NOA al Festival Appetitosamente: una macabra “pacifista” al servizio del governo israeliano!

All’interno della IX edizione del Festival Appetitosamente (Siddi 01- 03 Agosto 2014) si terrà il concerto della cantante israeliana Achinoam Nini, Noa. Nell’ambito di una solidarietà fasulla, Noa rappresenta uno strumento di propaganda attraverso il quale il governo israeliano vuole diffondere nel mondo un’immagine positiva del paese e distrarre dalle politiche di occupazione, colonialismo e apartheid.

Riteniamo inaccettabile la partecipazione a questo festival di una figura la cui biografia ha delle inquietanti zone d’ombra. Non solo ha prestato servizio obbligatorio nell’esercito israeliano, ma Noa è ormai tristemente nota per il plauso all’intervento militare “Piombo Fuso”, un infame eccidio su cui l’ONU ha richiesto un’approfondita indagine, condensata nel Rapporto Goldstone [1].

Mentre i bombardieri, le navi da guerra e l’artiglieria israeliana rovesciavano sulla popolazione di Gaza migliaia di tonnellate di bombe, missili e fosforo bianco, Noa scrisse alla gente di Gaza una lettera aperta, in cui definì il massacro perpetrato da Israele come doloroso ma necessario [2]:

Io so che nel profondo del vostro cuore DESIDERATE la morte di questa bestia chiamata Hamas che vi ha terrorizzato e massacrato, che ha trasformato Gaza in un cumulo di spazzatura fatto di povertà, malattia e miseria” (…) “Posso soltanto augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve esser fatto, e VI LIBERI definitivamente da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, oggi chiamato Hamas. E che questi assassini scoprano quanta poca compassione possa esistere nei loro cuori e CESSINO di usare voi e i vostri bambini come scudi umani per la loro vigliaccheria e i loro crimini” [3].

Con amarezza constatiamo che “l’augurio” di Noa venne purtroppo esaudito, durante “Piombo Fuso” l’esercito israeliano si è “liberato” di 1500 palestinesi, di cui 400 bambini, e oltre 100 donne, provocando oltre 5000 feriti e riducendo Gaza a un cumulo di macerie.

Riportiamo di seguito la risposta esaustiva pubblicata dal regista israeliano Udi Aloni relativamente alla lettera di Noa del 2009:

Cara Achinoam Nini,

ho scelto di rispondere a te e non all’intera destra rabbiosa, perché credo che il tradimento del campo della pace superi il danno causato dalla destra di migliaia di volte. La facilità con cui il campo della pace si accoda ai ruggiti di guerra ostacola la creazione di un significativo movimento che possa dare una vera resistenza all’occupazione. Tu ruoti gli occhi, usi le tue parole d’amore al servizio del tuo popolo conquistatore e chiedi ai palestinesi di arrendersi con voce tenera. Tu dai a Israele il ruolo di liberatore. A Israele – che, per oltre 60 anni, li ha occupati e umiliati. “Io so dove è il vostro cuore! E’ proprio dove è il mio, con i miei figli, con la terra, con il cielo, con la musica, con la SPERANZA!” scrivi, ma Achinoam, noi abbiamo preso la loro terra e li abbiamo imprigionati nel ghetto chiamato Gaza. Abbiamo coperto i loro cielo con i jet da combattimento, svettanti come angeli dell’inferno e seminando morte a caso. Di quale speranza stai parlando? Abbiamo distrutto ogni possibilità di moderazione e di vita in comune nel momento in cui abbiamo saccheggiato la loro terra, mentre eravamo seduti con loro al tavolo del negoziato. Possiamo aver parlato di pace, ma li abbiamo derubati anche degli occhi. Essi volevano la terra data loro dal diritto internazionale, e noi abbiamo parlato in nome di Dio… Hamas non è il mostro, mia cara Achinoam. È il figlio del mostro. L’occupazione israeliana è il mostro. Essa e solo essa è responsabile per la povertà e la malattia e l’orrore. Siamo stati così spaventati dalla sua leadership laica, che ha minato la nostra visione della Terra di Israele, che abbiamo scelto di finanziare e sostenere Hamas, nella speranza che da una politica di divide et impera avremmo potuto andare avanti con l’occupazione per sempre, ma quando la cosa ci si è ritorta contro, tu scegli di incolpare l’effetto invece della causa. Tu scrivi: “Io posso solo augurarvi che Israele faccia il lavoro che tutti noi sappiamo deve essere fatto, e, infine, VI LIBERI da questo cancro, questo virus, questo mostro chiamato fanatismo, e oggi chiamato Hamas … Sarebbe lo stesso se la tua sorella palestinese scrivesse: “Speriamo che Hamas faccia il lavoro per voi, e vi liberi della Destra ebraica”. Quindi, forse, invece di ordinare a un popolo al quale abbiamo asportato chirurgicamente ogni barlume di speranza, potresti aiutare i tuoi fratelli e sorelle in Palestina a liberarsi dall’occupazione, dall’oppressione e dall’arrogante colonialismo inflitto dal tuo paese. Solo allora li puoi invitare a lottare democraticamente e riportare la Palestina allo stato mentale in cui era prima che noi li spingessimo in un angolo del muro che abbiamo costruito. E se i tuoi fratelli in Palestina scelgono Hamas, devi rispettare la loro scelta, proprio come le nazioni del mondo hanno rispettato Israele quando ha scelto l’omicida Sharon. Hamas lo devono combattere loro, proprio come tu hai combattuto lui. Questa è la democrazia. Solo allora potrete tu e i tuoi fratelli da entrambe le parti di Palestina e Israele condividere – da uguali – la gioia della terra, il cielo e la musica; solo allora riusciremo a combattere insieme per la parità, per ogni uomo e ogni donna che vivono nella nostra terra santa. Amen“ [4].

Per tutti questi motivi, la partecipazione di Noa al festival Appetitosamente è non solo una vergogna ma anche un inganno. Abbiamo chiesto agli organizzatori del Festival di non rendersi complici di questo uso propagandistico dell’arte e di condannare la costruzione del Muro d’Apartheid e delle colonie, la confisca di terre palestinesi, la demolizione di 24.000 case palestinesi, la detenzione di oltre 4.500 prigionieri palestinesi, e le feroci azioni militari in corso questi giorni contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e nei Territori Occupati.

Tuttavia, gli organizzatori del Festival si sono rifiutati di rispondere al nostro appello, chiediamo dunque a tutti coloro che hanno in programma di prendere parte a questo evento di boicottarlo.

Vi invitiamo a condividere l’appello della società civile palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) [5], un movimento non violento che lotta contro l’occupazione, la colonizzazione e le politiche di apartheid israeliane e che chiede il boicottaggio delle attività commerciali israeliane insieme alle sue istituzioni culturali e accademiche finché Israele:

1) non avrà posto fine all’ occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e avrà smantellato il Muro;

2) non avrà riconosciuto pieni ed eguali diritti fondamentali per i cittadini arabi-palestinesi di Israele;

3) non avrà rispettato, protetto e promosso il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi, così come deciso dalla Risoluzione ONU 194.

Firmatari:

Associazione Amicizia Sardegna Palestina, per info http://www.sardegnapalestina.org/

BDS Sardegna, per info http://bdsitalia.org/

Note:

[1]: http://www2.ohchr.org/english/bodies/hrcouncil/specialsession/9/factfindingmission.htm (sintesi tradotta in italiano: http://www.freedomflotilla.it/info-palestina/sintesi-in-italiano-del-rapporto-goldstone/ Rapporto Goldstone – Missione di inchiesta delle Nazioni Unite sul conflitto di Gaza, trad. Beretta e Scutari, ed. Zambon).

[2]: http://www.ism-italia.org/2011/10/il-caso-noa-come-la-fabbrica-del-falso-israeliana-trasforma-una-ignobile-razzista-in-una-infame-pacifista/

[3]: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3651784,00.html

[4]: http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3653183,00.html

http://www.ism-italia.org/wp-content/uploads/Il-caso-Noa-come-la-fabbrica-del-falso-israeliana-trasforma-una-ignobile-razzista-in-una-infame-pacifista-2012.pdf

[5] http://www.bdsmovement.net/call