Israele


L’annuncio dell’approvazione di ulteriori insediamenti di coloni è atteso per i prossimi giorni.

 

Israele ha ufficialmente approvato la costruzione di 455 nuovi insediamenti nei territori occupati della Cisgiordania, sfidando la richiesta di Usa e di altri paesi di un loro congelamento.

 

Il ministro della difesa israeliano ha annunciato la decisione di proseguire nella politica espansionista nella giornata di lunedi.

 

Il ministero ha reso noto che “il ministro della difesa Ehud Barak ha autorizzato la costruzione di 455 unità abitative nei blocchi degli insediamenti” nei territori occupati della Cisgiordania.

 

Gli Usa vorrebbero che Israele arrestasse l’attività di insediamento di coloni, e il presidente palestinese Mahmud Abbas, ha posto il loro stop come condizione per il ritorno ai negoziati di pace.

 

Venerdi scorso ufficiali israeliani avevano annunciato che Binyamin Nethanyahu, primo ministro israeliano, era intenzionato a dare il via libera al progetto prima che potessero frapporsi ostacoli.

 

La mossa di Nethanahu è stata da molti considerata come il tentativo di cementare la propria coalizione governativa, della quale molti membri sono impegnati nell’espansione dei confini di Israele in Cisgiordania.

 

Indebolimento della pace

 

Saeb Erekat, responsabile palestinese per i negoziati, ha affermato che le decisione di Israele indebolisce ulteriormente ogni possibilità che si tratti di un interlocutore credibile per la pace.

 

Erekat lunedi scorso nel corso di una dichiarazione ha affermato che “la decisione di Israele di approvare la costruzione di oltre 450 nuovi insediamenti azzera qualunque possibile effetto che il loro congelamento, quando e se sarà annunciato, potrà avere”.

 

Secondo il corrispondente di Al Jazeera da Gerusalemme, Jaky Rowland, Nethanyahu sta conducendo una battaglia su due fronti per catturare sia il favore dei fautori della politica degli insediamenti all’interno del paese, sia quello dei poteri forti all’estero: “Sta cercando di essere tutto per tutti, ma in ultima analisi, è impossibile accontentare tutti allo stesso tempo”.

 

“La gente, anche dentro Israele, non è affatto soddisfatta di quanto Nethanyahu sta cercando di fare”

 

L’opposizione, guidata da Tzipi Livni, accusa Nethanyahu di cercare di fare giochi di prestigio cercando di realizzare allo stesso tempo la costruzione di nuovi insediamenti e il loro congelamento.

 

Nubi si addensano intorno alla imminente visita di George Mitchell, principale inviato statunitense in medioriente, di ritorno in Israele a pochi giorni dalla sua ultima partenza.

 

Riprendere i colloqui

 

Mitchell è dovuto ritornare nella regione dopo gli eventi di questa settimana per cercare di concludere un accordo con Nethanyahu sugli insediamenti.

 

Il vertice avverrà prima di un possibile incontro dell’Assemblea Generale dell’Onu a fine mese, alla quale parteciperanno il leader israeliano, Abbas e il presidente degli Usa, Obama.

 

Washington ha spinto per mesi affinchè Israele congelasse ogni attività di insediamenti e i paesi arabi si avviassero verso una normalizzazione delle relazioni con Israele, al fine di rilanciare i colloqui di pace in medioriente, interrottisi dopo la guerra israeliana sulla Striscia di Gaza.

 

Circa 300.000 israeliani vivono in Cisgiordania e altri 200.000 nella parte araba di Gerusalemme Est, territori occupati nel 1967.

 

Circa 2.500.000 palestinesi vivono in Cisgiordania dove aspirano ad uno stato che comprenda anche la Striscia di Gaza.

 

versione originale inglese